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Il 15 giugno 2006 è stato presentato a Roma, dal presidente nazionale Della Seta Roberto, il Rapporto Ecomafia 2006, annuale rapporto di Legambiente sull'illegalità ambientale in Italia e i mercati globali dell’ecocriminalità. Oltre 400 pagine tutte dedicate all'intreccio tra mafia e aggressioni all’ambiente: traffici illegali di rifiuti, abusivismo edilizio, commercio illegale di specie protette ma anche i numeri delle attività di repressione da parte delle forze dell’ordine. Le notizie più allarmanti dal rapporto di Legambiente "Ecomafie 2006" arrivano dal fronte dello smaltimento illegale dei rifiuti. Sono infatti, da quanto emerge dal rapporto, 4.797 le infrazioni nel ciclo dei rifiuti nel 2005 (+16,5% rispetto al 2004), 1.906 i sequestri, oltre 200 in più rispetto ai dati del precedente rapporto, e 5.221 le persone denunciate o arrestate (più di 14 al giorno). Dalla fotografia realizzata da Legambiente emerge che la regione in cui si concentra il maggior numero di illeciti resta la Puglia, con 597 infrazioni (il 12,4% del totale nazionale), seguita dalla Campania (514 infrazioni) e dal Veneto (389 infrazioni), che sale così dal sesto al terzo posto di questa classifica (rispetto allo scorso anno), mentre rimane stabile al quarto posto la Sicilia (con 340 illeciti). Sul fronte dell'abusivismo edilizio, lo spegnersi dell'effetto condono risparmia al nostro Paese un quarto di case illegali. Nel corso del 2005, sono state realizzate 31 mila nuove costruzioni abusive, contro le 41 mila del 2004. La flessione dei reati non sembra riguardare tuttavia le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa dove si concentra il 48,6% di illegalità cementizia: la Campania è al primo posto con 1.016 reati (il 15,6% del totale nazionale), seguita da Calabria, Sicilia e Puglia. La Campania è anche in vetta al podio per gli abusi nei parchi.
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