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Lo scorso 22 marzo è stato presentato a Roma il rapporto biennale dell’Osservatorio Nazionale per il Volontariato. I dati, di fonte ISTAT, mostrano una crescita del numero di associazioni pari al 152% passando da 8.343 unità del 1995 alle 21.021 unità del 2003, tenendo occupate circa 12 mila persone, mentre i volontari sono 826 mila. Rispetto al 1995 i dipendenti sono cresciuti del 77% e i volontari del 71,4%. Nelle regioni del centro-sud quali Marche, Campania, Molise, Basilicata e Sicilia l’incremento è pari al 300%. Roccaforti del volontariato restano regioni come Lombardia, Toscana, Emilia e Veneto. Mentre cresce sul territorio nazionale il numero delle organizzazioni di volontariato si assottiglia il numero dei volontari, il numero medio per organizzazione è di 39 unità, nel 1995 erano 58. il volontario è per il 55,2% dei casi un occupato, il 29, 5% un pensionato. Rispetto al 1995 salgono i ritirati dal lavoro (+ 11,3%) e gli occupati (+ 5,5%). Il 12,8% è laureato, il 44,4% è diplomato. Sempre più esigua la presenza di giovani volontari; la fascia media d’età dei volontari è tra i 45 e i 65 anni. Per quanto riguarda i settori di intervento dai dati emerge che la sanità (28%) e l’assistenza sociale (27,8) restano i settori prevalenti, in crescita rispetto alla rilevazione del ’95 il settore della ricreazione e della cultura (dal 11,7% al 14, 6%), della protezione civile (dal 6,4% al 9,6%) e dalla protezione ambientale (dal 2,2 % al 4,4%). In aumento anche il numero di organizzazioni che offrono servizi all’utenza, si è passati dalle 5650 del ’97 alle 13.451 del 2001 fino alle 15.652 del 2003, pari al 74%.
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