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È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.19 del 24 gennaio 2006 la circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che chiarisce criteri e procedure pe l'utilizzazione della quota dell'otto per mille dell'IRPEF devoluta alla diretta gestione statale. INTERVENTI AMMESSI E FINALITÀ: - Fame nel mondo Gli interventi sono diretti alla realizzazione di progetti finalizzati: 1) all'autosufficienza alimentare dei paesi in via di sviluppo; 2) alla qualificazione di personale endogeno da destinare a compiti di contrasto delle situazioni di sottosviluppo e denutrizione che minacciano la sopravvivenza delle popolazioni ivi residenti. - Calamità naturali Gli interventi sono diretti ad attività di realizzazione di opere, lavori o interventi concernenti la pubblica incolumità o al ripristino di quelli danneggiati o distrutti a seguito di avversità della natura, di incendi o di movimenti del suolo. Tra i detti interventi rientrano la ricerca finalizzata, il monitoraggio, la ricognizione, la sistemazione ed il consolidamento del territorio. - Assistenza ai rifugiati Gli interventi sono diretti ad assicurare a coloro cui sia stato riconosciuto lo status di rifugiato secondo la vigente normativa (vedi nota 3) o, se privi di mezzi di sussistenza e ospitalità in Italia, a coloro che abbiano fatto richiesta di detto riconoscimento, l'accoglienza, la sistemazione, l'assistenza sanitaria e i sussidi previsti dalla vigente normativa. - Conservazione di beni culturali Gli interventi sono rivolti al restauro, alla valorizzazione, alla fruibilità da parte del pubblico di beni immobili o mobili, anche immateriali, che presentano un particolare interesse architettonico, artistico, storico, archeologico, etnografico, scientifico, bibliografico ed archivistico.
I soggetti che possono accedere alla ripartizione della suddetta quota sia le pubbliche amministrazioni che le persone giuridiche e gli enti pubblici e privati senza fine di lucro. I soggetti richiedenti devono presentare la domanda, insieme alla richiesta di contributo, entro e non oltre il 15 marzo di ogni anno, una relazione che definisca l’intervento sotto l’aspetto tecnico, funzionale e finanziario.
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