
| Libera: appello niente regali alle mafie |
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Sono 8.933, secondo l'ultimo monitoraggio datato 30 giugno 2009, i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata dal 1982, quando entrò in vigore la legge 646/82 "Rognoni - La Torre".
Di questi beni, 5.407 sono stati destinati allo Stato o ai Comuni per finalità istituzionali e/o sociali, 313 sono usciti dalla gestione del Demanio per vari motivi (tra cui revoca della confisca, esecuzione immobiliare, espropriazione, etc.), mentre 3.213 sono ancora quelli da destinare. Questi 3.213 immobili e i futuri beni che saranno confiscati alla mafia, per i quali deve ancora intervenire il decreto di destinazione potranno essere venduti con la riforma alla legge 109/96, approvata lo scorso 13 novembre al Senato. Nella Legge Finanziaria, infatti, è previsto che i beni immobili di cui non sia possibile effettuare la destinazione da parte del Prefetto entro il termine di 90 giorni (che possono diventare 180, in caso di operazioni particolarmente complesse), sono destinati alla vendita. Tredici anni fa, oltre un milione di italiani firmarono una petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente. Con la vendita dei beni, le mafie potranno ritornare in possesso dei patrimoni a loro sottratti con grandi sforzi da parte della magistratura e delle forze di polizia e investigative. Per questa ragione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie chiedeva al Governo e al Parlamento di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati, tramite un appello che era possibile sottoscrivere sul sito internet dell'associazione. Tra i primi firmatari, Andrea Campinoti, Presidente di Avviso Pubblico; Paolo Beni, Presidente A.R.C.I. (Associazione Ricreativa Culturale Italiana); Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Legambiente; Andrea Olivero, presidente A.C.L.I. (Associazioni Cristiane Lavoratori italiani); Paola Stroppiana e Alberto Fantuzzo, Presidenti del Comitato Nazionale A.G.E.S.C.I. (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani); Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace; Loretta Mussi, Presidente di Un ponte Per; Michele Curto, Presidente di F.L.A.R.E. (Freedom, Legality and Rights in Europe) e Michele Mangano, Presidente AU.SER. (Autogestione Servizi). Il Ce.Se.Vo.Ca. ha invitato a sottoscrivere l'appello.
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