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Presentato il rapporto sulle politiche contro la povertà e l'esclusione sociale 2004. Dal dossier, curato dalla commissione di indagine guidata dal professor Giancarlo Rovati, risulta in lieve calo la povertà, ma non diminuisce la preoccupazione delle famiglie, soprattutto al Nord e nelle aree urbane. "Il rapporto, riferito agli anni 2003-2004, è uno strumento prezioso, che serve a fare chiarezza e costituirà una base affidabile per un corretto riequilibrio delle politiche di Welfare complessivamente intese, anche alla luce di quanto stabilito dalla Corte Costituzionale, in varie sentenze, relativamente alle nuove competenze delle Regioni". Questo il giudizio della senatrice Grazia Sestini, sottosegretario al Welfare con delega alle politiche sociali, a seguito della presentazione alla stampa del rapporto. "Il lavoro della commissione di esperti presieduta dal professor Giancarlo Rovati, dell'Università Cattolica di Milano - osserva Sestini - ci permette intanto di fare chiarezza e di sgombrare il campo da equivoci, che talvolta emergono, a seguito di indagini sulla povertà, che non hanno il pregio di essere altrettanto scientificamente accurate". Il rapporto mostra che la tesi di un progressivo e sensibile impoverimento delle famiglie non ha un riscontro oggettivo, e che anzi negli anni considerati vi è una frazionale diminuzione della povertà oggettivamente intesa (le famiglie sicuramente povere sono il 4,9% nel 2003 contro il 5,1% nel 2002, mentre quelle appena povere sono il 5,7% nel 2003 contro il 5,9% nel 2002, e quelle quasi povere il 7,9% contro l'8% dell'anno prima). Aumentano, di contro, le famiglie sicuramente non povere, passate a 81,5% nel 2003, contro l'81% del 2002 e l'80 % del 2000". "Diverso il dato sulla cosiddetta intensità della povertà e sulla percezione della povertà che è maggiore al Nord e in talune zone del Centro, soprattutto in corrispondenza di grandi aree metropolitane dove le aspettative sono più alte rispetto ai piccoli agglomerati. Particolarmente eclatante, in questo senso, il dato sulla cosiddetta povertà soggettiva che addirittura al Nord (7,7%) è superiore a quello della povertà oggettiva (5%), mentre al Centro la povertà oggettiva è pari al 6,7% e quella soggettiva al 5,6%, ed al Sud dove la povertà oggettiva raggiunge il 22,4%, quella soggettiva si attesta al 12,1%". Complessivamente, il rapporto mostra che esiste, soprattutto nelle zone più ricche del Paese, una situazione di preoccupazione, che acuisce, oltre la realtà oggettiva, una percezione di povertà o un timore di povertà delle famiglie italiane. Di contro questa sensazione è tanto minore, quanto più si vive in aree povere del Paese. Infine, in relazione alle politiche adottate dal Governo per i pensionati poveri, ovvero la maggiorazione sociale che prevede l'innalzamento delle pensioni ad un minimo di 516 euro, è interessante notare come la stima iniziale di 1 milione e 800 mila persone, sia stata ridotta a seguito delle verifiche di legge, a circa 1,6 milioni di aventi diritto nel 2002, calati a 1,5 nel 2003 e ulteriormente calati a 1,4 nel 2004. Rapporto sulle politiche contro la povertà e l'esclusione sociale 2004 Relazione del prof. Rovati (formato .pdf 312 kb)
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