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Con il numero di maggio - giugno la pubblicazione della "Rivista del Volontariato" viene sospesa. La "Rivista del Volontariato", è edita dalla Fivol (Fondazione Italiana per il Volontariato), fondata e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Roma. Pubblichiamo, qui di seguito, l'editoriale di Paola Springhetti, direttore responsabile della rivista, dal titolo "Buongiorno volontariato, arrivederci lettori". Finché c’è vita, c’è speranza, e il volontariato di vitalità ne ha tanta. Ogni anno, ogni mese nascono in Italia nuovi gruppi, altri crescono e da gruppi informali diventano organizzazioni, altri ancora evolvono e danno vita a diverse realtà di Terzo settore. L’inchiesta di questo numero ci racconta alcuni esempi di volontariato appena nato, sull’onda di nuovi bisogni, di nuove disponibilità tecnologiche e, soprattutto, dell’impegno di persone che su questo decidono di giocare una parte della loro vita. Il volontariato è vivo e vitale, e sempre più indispensabile nella nostra società complessa, frammentata, liquida, ma anche creativa e piena di risorse. Peccato che siano sempre meno coloro che ci credono, in questo volontariato, e che si assottigliano le fila di coloro che sono disposti a sostenerlo. Ne è segnale il tentativo di tagliare i fondi ai Centri di servizio, stralciato all’ultimo momento dal decreto sulla competitività, ma non per questo, si teme, definitivamente abbandonato. Il succo è che una parte cospicua di questi fondi non sarà gestito direttamente dai Centri (costituiti dal volontariato), ma dai comitati di gestione (in cui il volontariato è rappresentato in misura minoritaria). Ne è un segnale anche la crisi della Fivol, che sta attraversando una difficile fase di ristrutturazione legata alle difficoltà di finanziamento. Questa ristrutturazione comporta, tra l’altro, la sospensione della pubblicazione di questa rivista. La “Rivista del volontariato” è nata con due motivazioni principali. Sostenere le organizzazioni (soprattutto quelle di base) aggiornandole, facendole partecipi dei dibattiti in corso, offrendo materiali di approfondimento sui problemi di cui si occupano; offrire uno spazio di confronto e conoscenza reciproca tra esperienze diverse per obiettivi, metodi di lavoro, ambiti di impegno, forme organizzative. Organizzazioni diverse ma pur sempre di volontariato, secondo l’idea di esso sancita nella Carta dei valori, che non a caso la Fivol ha voluto e portato a definizione dopo un lungo lavoro di discussione con l’articolato mondo del volontariato. L’idea cioè di un volontariato gratuito, libero, ma anche consapevole e protagonista. In questo senso, la nostra rivista è sempre stata un “bene comune” di tutto il volontariato, proprio perché edita da una Fondazione che, per statuto, ha il compito di divulgare la cultura della solidarietà. Noi crediamo che ce ne sia ancora bisogno. A ogni voce che si spegne corrisponde un’idea che non ha più gambe per camminare. Abbiamo la presunzione di pensare che il volontariato che continua a nascere e a crescere sia oggi un po’ più solo. E la speranza è che la Fivol che uscirà rinnovata da questa difficile fase troverà altri strumenti per sostenerlo.
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